Nelle ultime tre settimane ho vissuto a Puná, un' isola isolata, dimenticata da tutti, sconosciuta al resto del paese. Dimenticata anche da Dio, nel caso, improbabile, che Dio esista.
Puná é grande piú del doppio dell' isola d' Elba e sparsi sulla sua superficie ci sono 14 villaggi di baracche e palafitte, senza luce, acqua, scuole, medici ne medicine. Per muoversi da un villaggio all' altro bisogna aspettare l' estate, la fine della stagione delle piogge: solo allora la vegetazione si ritira e si riaprono i sentieri, percorribili solo a piedi o a dorso d' asino.
Ma in fondo perché muoversi? Se nel villaggio d' arrivo, come in quello di partenza, comunque non c' é nulla?
Io ci sono finito per lavoro, un lavoro che mi piace sempre di piú, come inviato sul campo della C-Condem di Quito, un ponte fra l' ufficio centrale e los pueblos del manglar sulla costa.
A Puná dovevo raccogliere informazioni sulla gente dell' isola, in particolare cercare i villaggi che dipendessero dalla pesca e dalla raccolta di conchas nelle mangrovie per capire quanto le camaroneras avessero giá deforestato, per scoprire se la gente avesse giá fondato un' associazione e nel caso contrario fomentarne la creazione. Attraverso un' associazione ci sono piú possibilitá di denunciare l' illegalitá della deforestazione e fermare i camaroneros.
Dopo aver girato alcuni villaggi dell' isola senza molta fortuna mi viene detto che a Campo Alegre, nella parte sud, ci sono circa 200 famiglie e tutte vivono di raccolta conchas, non esistendo in quella zona dell' isola nessun altro lavoro se non quello fra le mangrovie.
(A Campo Alegre ,lo scopriró solo dopo, nelle strade e nelle case si aggira lo stesso numero di persone, vacche, maiali, galline, capre, asini e cani randagi. Non esistendo bagni nelle case tutti i sopracitati essere viventi confondono le vie sterrate del villaggio per latrine. Quando la marea si alza diventa una piccola Venezia e i bambini si tuffano in questo liquame che chiamare mare é un oltraggio al vocabolario..)
Campo Alegre é, ovviamente, irraggiungibile a piedi. Mi tocca fare il giro lungo, andare in barca fino alla costa continentale e da lí cercare un altra barca per Bellavista, un piccolo villaggio ad ovest. Da Bellavista il sentiero per Campo Alegre é giá praticabile e sono solo un paio d' ore a piedi.
Sulla bagnarola per Bellavista chiacchero con un tipo, scopro che é di Campo Alegre e che é conchero. Bene, mi dico, iniziamo a raccogliere informazioni. E senza troppi preamboli cerco di scucirgli un po' di dati sul suo lavoro. Il tipo mi risponde al rallentatore, come se fosse in preda ad una crisi di sonno, non riesco ad ottenere molto prima che si addormenti mentre la barca si allontana da riva.
Dopo qualche minuti mi richiama.
- Non la disturbo se le faccio io una domanda? -
- Certo che no -
- Lei é italiano..- inizia a dirmi.
Io penso subito alle domande che mi vengono normalmente rivolte quando svelo la mia nazionalitá :
1) com' é il lavoro in Italia
2) come sono le donne in Italia
3) esiste la Pilsener in Italia (la Pilsener é l' unica birra che si beve in Ecuador. Fa schifo.)
Il tipo prosegue:
- In Italia ci devono essere tantissimi soldi, lei deve avere un sacco di plata...-.
Io non dico nulla, lo lascio continuare, voglio vedere dove vuole andare a parare.
Subito peró si allontana dal discorso monetario e vira ad un nuovo territorio..
- Il livello della scienza in Italia deve essere altissimo, le vostre conoscenze devono essere molto, molto piú grandi delle nostre, lei é una persona che ha studiato, lei deve sapere un sacco di cose, praticamente lei sa tutto...-
Faccio il vago, accenno solo ad un:
- Bueeeeeno...-
E allora io le volevo chiedere- (finalmente!)
(pausa)
- Perché le navi e gli aerei spariscono nel triangolo delle bermuda? -
!!!