11 marzo 2008

Pollo

Ritornato a Quito, sto smaltendo le conseguenze dell' essere tornato a 3000 m dopo tre settimane in infradito e costume.
Mentre rimurgino su come raccontare la vita su un isola di pochi pescatori, molte mangrovie e miliardi di zanzare, inizio a raccontare un frammento dell' ultimo giorno passato laggiú.

É venerdí mattina, ho piú o meno finito di raccogliere informazioni sull' associazione di pescatori che vivono qua e l' unico progetto che ho per la giornata é passare dal letto all' amaca e dedicarmi alla lettura de "historia dell' alquimia", un trattato ritrovato roccambolescamente sull' isola.
Tre bambini mi si avvicinano piuttosto concitati.
In tre settimane avevano preso molta confidenza con me i bambini dell' isola, gli ultimi giorni ne avevo sempre 5 o 6 come scorta personale.
Alla fine avevo una relazione utilitaristica con i bambini: quando non sapevo cosa fare andavo a giocare con loro, cos¡, per passare il tempo. Ricordo un memorabile gol da fuori area con in porta un bambino di sei anni.
-Señor, señor- mi chiamano.
Io distolgo lo sguardo svogliato da libro, sto leggendo la storia di Paracelso e non ho nessuna intenzione di giocare con loro.
Mi raccontano che c' é un animale grosso nella secca dell' estuario, apparso con la bassa marea, lo chiamano con una parola che non conosco e che ho giá dimenticato. Mi chiedono se voglio vederlo, cosí, per fare qualche foto...
Bene, sono riusciti ad incuriosirmi. Con Paracelso ci parleró al pomeriggio.
Pochi passi sulla spiaggia, il latrare di un cane sempre piú vicino.
In mezzo al fango, di fianco ad alcuni germogli di mangrovie, una iguana lunga circa un metro.
Il cane cerca di avvicinarsi, ma l' iguana, apparentemente immobile, si produce repentinamente in una scodata che quasi ferisce il piccolo Centavo (Centesimo, il nome del meticcio).
Rimango in contemplazione di quest' animale che si muove al rallentatore sulle zampe, non cerca di scappare e mantiene il pericolo a distanza di sicurezza con la coda.
Molto affascinante.

Le iguane non hanno praticamente subito nessuna evoluzione nelle ere geologiche, animali che sanno di preistoria.
Mi chiedo perché rimane lí immobile, nonostante la compagnia del cane non sembri molto piacevole.
Dopo capisco.
Non ha fretta.

Nel giro di tre - quattro ore la marea salirá, il cane sará costretto a ritornare sulla sottile lingua di spiaggia e l' iguana potrá nuotare indisturbata verso l' estuario..
I bambini mi raccontano che i pescatori dell' isola, quando si trovano davanti ad un iguana, la catturano per cucinarla.
-Che sapore ha?- chiedo
-É buonissima- mi risponde il piú grande, - Sa di pollo fritto -.
Mi rimbalza nella mente una frase di un celebre blockbuster di qualche anno fa:

"Adoro gli orocereal, anche se il loro sapore mi ricorda vagamente quello del pollo. Guardacaso oggi molte cose sanno di pollo.E se le macchine avessero sbagliato?" (Matrix)

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