17 gennaio 2008

Cortocircuito /3 - Diemetriltriptamina


Mettere in una casseruola 500 g di Banisteriopsis caapi tagliata a pezzetti e 85 g di Psychotria viridia in foglie, coprire con acqua e far bollire a fuoco lento per 10-15 ore. Filtrare il liquido ottenuto e servire.

Ayahuasca.
"
liana degli spiriti"; "fune dell' impiccato" o "imbrigliatrice dell' anima" come viene chiamata in diverse parti dell' Amazzonia.

Gli effetti iniziano circa mezz' ora dopo l' assunzione e durano dalle 4 alle 6 ore.

Da una parte ci sono gli alcaloidi contenuti nella corteccia della liana di Banisteriopsis. Facilitano l' attivazioni delle sinapsi fra i due emisferi cerebrali e provocano allo stesso tempo una temporanea inibizione degli enzimi della monoamino oxidasa (MAO) con conseguente aumento dei livelli normali di serotonina.
La serotonina è un neurotrasmettitore che partecipa in modo fondamentale nei processi di controllo dello stato d' animo, delle emozioni, nelle percezioni sensoriali e delle funzioni cognitive superiori.
Dall' altra parte c' è la diemetriltriptamina (DMT), contenuta nelle foglie di Psychotria viridia. Normalmente la DTM risulta inattiva quando si somministra per via orale perché viene degradata dalla MAO, solo quando si fuma o si inietta può arrivare al sistema nervoso e produrre la visione di forme e colori caleidoscopiche.
L' inibizione della MAO dovuta agli alcaloidi permette alla DMT di arrivare al sistema nervoso senza essere degradata. Contribuisce ad attivare le sinapsi lavorando in sinergia con gli altri alcaloidi e i suoi effetti lisergici risultano rafforzati.


Javier è davanti all' ingresso della cueva del duende. Dalla sua borsa a tracolla estrae una torcia elettrica, inserisce una batteria nuova e ne controlla il perfetto funzionamento.

Questa grotta- racconta- l' abbiamo scoperta circa due anni fa.
Prima di entrare abbiamo chiesto consiglio allo sciamano di Machakuyaku, un indigeno kichwa di 53 anni che vive piuttosto isolato nella selva. Era già successo, infatti, di scovare altre caverne nella selva e chi era entrato per ispezionarle non aveva mai fatto ritorno. Disturbare “el duende”, lo spirito delle caverne può essere molto pericoloso, bisogna, prima di entrare,chiedere il permesso.
Un abitudine consigliabile anche dalle mie parti, mi viene da pensare. É solo il modo in cui si chiede ad essere leggermente diverso.


Lo sciamano, durante una cerimonia alla quale partecipano altri membri della comunità, entra in contatto con lo spirito della caverna. Il mezzo di comunicazione è l' ayahuasca, la diemetrilptamina.

Quando esce dal mondo parallelo, dalla realtà occulta svelata dagli alcaloidi, consegna un messaggio positivo a Javier.
Si può entrare, el duende de la cueva lo permette. Con un vincolo: non si può andare più in là di una grande roccia su cui pende una stalattite, posizionata a circa settanta metri dall' entrata.
Negli ultimi due anni, da quando Javier è entrato per la prima volta nella grotta, nessuno ha mai oltrepassato tale limite.


Magia, realtà, tradizione, leggenda, buonsenso. Tutto si fonde quando arrivo al punto di non ritorno.

A settanta metri dall' ingesso della caverna la morfologia della cavità cambia improvvisamente, il cunicolo diventa più stretto, scende rapidamente verso il sottosuolo e si aprono crepacci senza fondo ai lati di un possibile cammino.
Che sia per colpa del duende indispettito o dell' umidità sulla roccia, mettere un piede in fallo diventerebbe pericolosamente probabile...


(...continua...)

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